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L’animazione 2D raccontata da Andrea Rania

Da piccoli passiamo ore a guardare i cartoni animati incantati non solo da ciò che viene raccontato ma anche dalle immagini stesse che si susseguono magicamente sotto i nostri occhi e ne rimaniamo quasi ipnotizzati. Gli anni poi passano, i cartoni assumono un significato diverso ma lo spirito di meraviglia e fascinazione con cui li guardiamo rimane immutato.

Capita a tutti di chiedersi come sono però realizzati cartoni e film d’animazione e il processo di realizzazione stupiscono almeno quanto le immagini stesse.

Abbiamo avuto l’occasione di conoscere direttamente Andrea Rania,  autore e animatore di video 2D per brand, agenzie pubblicitarie e case di produzione, che ha lavorato in Irlanda, Inghilterra e Canada e che attualmente vive e lavora in Francia e di farci dare qualche consiglio sul mondo dell’animazione che pare essere davvero vasto.

 

L’animazione non è altro che l’atto di dare vita e spirito a ciò che non lo ha e dunque è un po’ come giocare a essere Dio. I cartoni d’animazione vengono usati molto spesso per spiegare argomenti delicati, intangibili o difficili da spiegare con immagini reali (e gli spot pubblicitari con il maggior uso di animazioni sono quelli dove si devono trasmettere appunto sensazioni intangibili).

Andrea ha voluto suggerirci un percorso operativo che secondo lui chiunque dovrebbe adottare quando si cimenta nella realizzazione di un’animazione e noi vi illustriamo i vari steps:

/ concept – ovvero “creare” una buona idea
/ script – stesura testo dell’idea (sceneggiatura)
/ design – creazioni personaggi con modelsheet
/ audio – registrazione audio
/ storyboard – visualizzazione per immagini dello script
/ animatic – montaggio audio e storyboard
/ suddivisione scene – divisione delle scene tra i vari animatori
/ post produzione – effetti speciali, color correction, export finale

Ci regala anche uno splendido “metodo” per capire se la nostra idea funziona o meno, questo potremmo appendercelo tutti davanti alla scrivania come vademecum della buona idea!

 

Ecco due esempi di come lavora Andrea…

“Head vs head”

Andrea ritiene questo video un “semplice esercizio di animazione” e spiega: “Per realizzarlo non ho puntato sulla tecnica ma sui tempi comici e le pause per valorizzare i tempi dell’animazione”.

“What kites eat”

Questo video è stato proiettato prima dei film nei cinema statunitensi qualche anno fa insieme ad altri cortometraggi di animazione.

Potete trovare questi e altri video nel canale Youtube di Andrea: http://www.youtube.com/andrearania

Gli abbiamo poi chiesto, come di consuetudine ormai quando incontriamo personalmente dei “creativi”, che cosa sia per lui la creatività, il suo particolare punto di vista sull’atto creativo e queste sono le sue parole: “A volte faccio fatica a spiegare che quando non sto facendo niente, sto lavorando. Questo per dire che spesso le cose che ci circondano sono quelle che ci fanno venire delle idee. Mescolare la realtà filtrandola con una dose di fantasia sicuramente è un buon punto di partenza. Spesso farsi un giro quando si è bloccati su un lavoro aiuta molto. Io non sono un amante delle copie quindi spesso cerco di creare dei corti/idee che non siano già state fatte o che non richiamino qualcosa di fatto (anche se oggi è molto difficile) e questo comporta un grosso lavoro di ricerca e di filtro rispetto a quello che c’è in tv e su internet.”

Con l’occasione abbiamo “intervistato” anche Gaia Bracco, meglio conosciuta in Zooppa come gaiezza, che si è aggiudicata il secondo premio del contest “Prep” con il video “The red lizard”. Gaia ci offre alcuni preziosissimi suggerimenti sul mondo dell’animazione in generale e su come realizzare un video animato di ottima qualità: “Per imparare a realizzare “cartoni animati”, ci sono delle scuole con dei corsi dedicati. I segreti dell’animazione sono molti, e tante le tecniche, dallo stop-motion al 3D e non basta sapere usare un programma digitale per realizzare un cartoon “di qualità” così come possedere una matita non ti rende automaticamente un artista e via dicendo. Il computer è un mezzo, non il fine, e non sostituisce la bravura, il gusto e la firma dell’animatore. Quindi, anche se io uso Flash da circa 13 anni senza vergogna o pudore, consiglio vivamente, come “primo step”, di iscriversi prima a una scuola, come ho fatto io. Sono stati tre anni molto divertenti. Passare poi ore a guardare cartoon da tutto il mondo (grazie You Tube!) e senza audio aiuta a scoprire segreti e piccoli trucchi di regia. La scelta del soggetto è importante, non tutti siamo autori, ma non c’è vergona in questo. Meglio non dire nulla, se non si ha niente di interessante da dire, specialmente se parliamo di cinema. E questo è quello che io definisco “secondo step”: avere qualcosa da comunicare. E’ una dura lotta contro l’Ego, ma è necessario essere obbiettivi. Una volta appreso le basi, e scelto la tecnica e il soggetto, è importante avere il gusto del “timing”, capire quando una scena, una sequenza non funziona (ottimo avere degli amici che funzionano da “beta tester”, come li definisco io), a volte basta tagliare qualche fotogramma, o velocizzare una sequenza per ottenere un risultato completamente nuovo. L’attenzione dello spettatore medio si è accorciata negli ultimi anni, ed è una cosa da considerare. Un progetto video ha sempre bisogno di un buon supporto audio: “terzo step”. Cercare gli effetti sonori (ci sono ottimi siti copyright free da cui attingere), scegliere una buona colonna sonora e nel caso affrontare un doppiaggio, è quanto meno essenziale. Credo che il 60% del successo di un cartoon sia da attribuire all’audio. Se un video si sente male, si vede male. Come “ultimo step” c’è la post produzione, dove poter aggiungere effetti speciali o semplicemente per fare un po’ di color correction, e per avere una esportazione e render di qualità. Ma il fulcro rimane sempre il messaggio da comunicare. Se il tuo cartoon (o video) risulta noioso, anche se l’hai fatto utilizzando tecniche proibite e all’avanguardia, sarà comunque un flop. Realizzare cartoon è molto divertente, anche se richiede molto tempo. Parliamo sempre di 25 disegni al secondo, anche se possiamo farne solo 12, e nel mio caso grazie a Flash il discorso cambia un po’, si accorciano i tempi di realizzazione senza dubbio, contando che il programma si occupa delle “intercalazioni” (i fotogrammi che intercorrono tra un frame chiave e l’altro) e aiuta con altri comandi che si imparano man mano. Animare è un processo di creazione completo, che una volta compiuto, non può che strappare un sorriso.”

Dalle parole di Andrea e Gaia, quello dell’animazione sembra un universo interessante e ricco di spunti anche divertenti. Ci auguriamo che dalla lettura di questo articolo possiate trarre ispirazione per le vostre future produzioni, siamo curiosi di vedere quanti si cimenteranno nel “dare vita” alle vostre fantasie!

Ci riserviamo di pubblicare a breve un articolo con altri suggerimenti tecnici sul mondo dell’animazione in 2D per conoscere quali strumenti tecnici utilizzare e come reperirli.